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La cicala sull'amaca


San Francisco, tra richiami cinematografici e musicali

San Francisco, tra richiami cinematografici e musicali

San Francisco, Cinema e Musica: puro godimento e un po’ di fatica. Resistere a una botta da fuso orario, come mai avevo provato prima, per riuscire a vedere tutto quello che avevo in mente in soli otto giorni, è stato un bell’impegno. Un tour de force ampiamente ripagato dalla bellezza di una delle città più coinvolgenti in cui sia mai stata.

Adagiata in origine su sette colli (forse per questo mi sentivo tanto a mio agio?!) la città, nota per i suoi ripidi saliscendi che spaccano le gambe, mi ha letteralmente catapultata in una dimensione pseudo-onirica in cui ad ogni passo sembrava di rivivere la scena di un film: una specie di perpetuo déjà vù dal quale, a un certo punto, mi sono chiesta se sarei stata in grado di uscire.

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La tipica architettura delle villette in stile Vittoriano, che tanto riportavano a Hopper, lasciava presto il posto alle strade percorse da James Stewart in Vertigo, per poi mutare nella China Town di Carpenter, fino a prendere la forma di una Little Italy fuori dal tempo, tra murales colorati e richiami beat. Insomma uno scossone dopo l’altro, San Francisco è la summa di tutto quello che noi Europei abbiamo visto, letto, acquisito attraverso il cinema, i libri, la musica: una sorta di proiezione mentale che prende realmente forma solo quando ci sei dentro.

Otto giorni molto intensi insomma. Del resto la città è un trionfo di culture che si incontrano, di stili di vita che si mescolano, il tutto immerso in una natura mozzafiato. Ma non divaghiamo. Ho scritto già altrove del mio amore per il Cinema. Come ignorare il fatto di essere finalmente in quello che può definirsi letteralmente un set a cielo aperto?

San Francisco_10

Il Cinema

A San Francisco sono stati girati film memorabili come il già citato Vertigo. Se amate il Cinema non potete prescindere dalla conoscenza di alcuni tra i più importanti film di Hitchock, Vertigo è uno di questi. Sono molte le location del film dislocate nella città. Sinceramente non posso dire di essermi messa alla loro ricerca, semplicemente mi sono limitata a guardarmi intorno cercando e a volte cogliendo, le analogie con la pellicola. Le strade trafficate, i colori delle case, il Golden Gate che svetta dietro ogni collina, che emerge dopo ogni dosso. Avrei voluto avere più tempo.

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Quello che però ho fatto è stato puntare senza esitazione verso China Town. Anche Roma ormai può vantare il suo quartiere cinese ma questo è un’altra cosa. Soprattutto è diversa la percezione che ho sempre avuto di questo luogo: pensare da ragazzina che in America potesse esistere una sorta di succursale asiatica, perfettamente inserita nel contesto in cui Callaghan la carogna andava girando coi suoi toni da duro, è sempre stato piuttosto sconvolgente.

Il più grande quartiere cinese dell’America Settentrionale è stato soprattutto il set di un film che ho amato molto durante l’infanzia: “Grosso guaio a China Town” di John Carpenter. Avventurarmi per strade e vicoli, calpestando il suolo già percorso da un giovane Kurt Russel in piena forma, è stato semplicemente emozionante. Negozi di tutti i tipi, ristoranti ad ogni angolo, odori di spezie, il caos del traffico e del via vai cittadino interrotto dalla quiete dei vicoli più improbabili e stranamente deserti. Ci siamo infilate ovunque io e la mia amica, tranquille del fatto di non avere gli occhi verdi! (nel film in questione avere gli occhi verdi era molto rischioso).

San Francisco_vicolo China Town
China Town, vicolo

Proseguendo verso North Beach, la little Italy di San Francisco, abbiamo puntato verso la City Light Bookstore, luogo di nascita della Beat Generation e stupendo contenitore a più piani di tutta la letteratura e la saggistica immaginabile. Solo dopo aver percorso i corridoi che consacrararono il mito di Ginsberg e aver fatto la consueta capatina al Beat Museum (che però era chiuso) ci siamo dirette all’American Zoetrope.

San Francisco_American Zoetrope
The Sentinel building

Come la tradizione Americana richiede, l’American Zoetrope, fondata nel 1969 da F.F.Coppola e da George Lucas, aveva inizialmente sede in un magazzino. Oggi che il sogno americano si è compiuto e il successo cinematografico dei Coppola è noto a tutti, è ospitata nello storico Sentinel Building in Columbus Avenue, bellissimo edificio risalente ai primi del ‘900 e caratterizzato dalla particolare facciata color verde smeraldo. In questo tempio del Cinema Americano sono stati prodotti e, per molti anni montati e mixati, numerosi capolavori della Settima Arte. Da qui sono usciti film come Apocalypse Now, Il Padrino, Dracula di Bram Stoker, La Conversazione e… vabbè mi fermo se no mi commuovo.

San Francisco_American Zoetrope Caffè
American Zoetrope Cafè

Ovviamente i piani alti non sono accessibili ma potrete accontentarvi di una suggestiva sosta nel Cafe Zoetrope che ha sede al piano terra e che affaccia sulla strada. Le pareti, coperte da cima a fondo di foto di scena dei film più memorabili, donano al luogo un fascino tutto particolare. Se vi piace il vino e avete a disposizione un discreto budget potrete anche attingere dalla fornitissima cantina. Tra la selezione vinicola spicca, ovviamente, la produzione dello stesso Coppola che, ebbene si, non si fa mancare certo un bel vigneto a Sonoma.

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La Musica

Ma veniamo al sodo: la vera vocazione di San Francisco è la musica. Poche città al mondo hanno un panorama così ricco e dinamico come quello che si incontra in questa favolosa città. Anche qui, come per i richiami cinematografici e letterari, i miei ricordi hanno preso la forma di un universo tangibile. Si perché a San Francisco la musica entra dalla finestra fin dal mattino ed è normale scendere in strada incrociando giovani totalmente assorti nell’ascolto delle loro playlist che cantano a squarciagola, incuranti di chi gli passa accanto.

San Francisco_Music Shop
Music shop

Uno dei luoghi culto della città è il The Fillmore tempio da cui sono usciti artisti del calibro di Jimi Hendrix, Grateful Dead, Jefferson Airplane e Santana. Alla fine degli anni ’60 il Fillmore ha rappresentato l’apice della produzione creativa musicale americana, ancora oggi (così mi è successo veramente), è possibile imbattersi in orde di fan sfegatati capaci di fare nottata, in fila con la loro sediolina, per vedere dal vivo il mito di Bob Dylan. Ma in America non esistono le prevendite?

Jimi Hendrix at Fillmore
Jimi Hendrix at Fillmore

Insomma loro cantano, suonano, intonano inni evangelici sui marciapiedi della città (si, anche questo!), sono perennemente immersi in un’atmosfera musicale che ho sentito così viva forse solo a Cuba, sebbene con tutt’altri ritmi. A San Francisco anche il pub più sfigato è in grado di proporre musica di livello. Sonorità che oscillano tra il jazz, il blues, il country, l’elettronica, creando fusioni e atmosfere avvolgenti e ricercate.

Se come me siete degli appassionati, non solo di musica, ma anche di film, dovete assolutamente andare a fare un salto da Amoeba. Noi ci siamo state addirittura due volte! L’occasione è decisamente buona per vedere anche il famosissimo quartiere di Hight Ashbury, quello della Summer of Love, il quartiere degli hippie insomma, con i suoi bar e i tantissimi negozi di abiti vintage (se vi piace il genere considerate l’ipotesi di dover comprare un bagaglio extra per il ritorno), che rischiano però di somigliare più che altro a una trappola per turisti, quindi valutate voi.

Amoeba Music
Amoeba Music

Amoeba è un super store in cui perdersi anche per ore e dove è possibile acquistare cd, vinili e addirittura musicassette di ogni genere. Le nuove uscite sono sempre affiancate da vecchi articoli e rarità. Corridoi interminabili in cui trovare ogni genere di musica, compresi cofanetti inediti a prezzi che vi lasceranno increduli: io mi sono regalata tutto Miles Davis a meno di 20euro! 🙂 Ma non solo… come dicevo, anche il Cinema è di casa. Film usati e originali ma soprattutto locandine, anche d’epoca. Un paradiso per amatori insomma.

San Francisco_Amoeba Interno

Amoeba organizza, oltretutto, fantastici live pomeridiani completamente gratuiti. Qui, dove prima della sua inaugurazione c’era solo una banale sala da biliardo, hanno suonato artisti del calibro dei Sonic Youth o dei Roots. Nella sede di Los Angeles si è addirittura esibito Sir Paul McCartney qualche anno fa. Insomma, tra le tappe che consiglio vivamente di toccare a San Francisco Amoeba, per me, rientra nella top five.

Un’ultima escursione che necessariamente dovrete fare prima di andarvene è quella nel quartiere di Castro. Noto ai più per essere la culla del movimento di liberazione gay, da cui negli anni ’70 emerse la figura di Harvey Milk, il quartiere pullula di locali in cui poter assistere a spettacoli di ogni genere.

Per la mia ultima uscita a San Francisco ho scelto di intrattenermi all’Amnesia (in verità collocato all’inizio di Mission, quartiere limitrofo a Castro), dove ho potuto trascorrere una serata veramente indimenticabile.

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San Francisco, Castro.

Amnesia è un locale noto per le ottime birre artigianali e per i live che organizza ogni sera. Noi siamo andate con l’aspettativa, pienamente soddisfatta, di ascoltare buona musica ed assistere all’altra specialità del posto: gli spettacoli di burlesque. Atmosfera friendly e rilassata, condita da performance di livello e non so più quanti boccali di sidro di pere che mai avevo assaggiato prima. Ottimo!

Serata finale, purtroppo, magicamente conclusasi tra musica eccellente, nuove amicizie e i dolci fumi dell’alcool. Come sempre, quando cominci ad entrare nell’atmosfera giusta, è tempo di tornare a casa.

Vuoi saperne di più? Allora…

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La Guida Beat di San Francisco

San Francisco è la città della beat generation, dove per la prima volta Allen Ginsberg ha gridato al mondo il suo “Urlo”. Grazie alla guida, seguirai le orme di Jack Kerouac e Neal Cassady, di Janis Joplin e di Jimi Hendrix passeggiando tra le vie colorate di High Hasbury, tra i locali gay di Castro e i sapori della Chinatown più importante e leggendaria degli USA.

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2 comments

  • Roberta

    luglio 5, 2016

    Bellissimo! Come sempre mi colpiscono le fotografie 🙂 Conunque, per me, San Francisco fa rima con Hitchcock. Pensa che, nei dintorni, sono stata a Bodega Bay, dove fu girato Uccelli. Un’emozione unica! Hai colto l’anima della città e confermo la tua bravura con la scrittura!

    • Lucilla

      luglio 5, 2016

      Che carina Roby, grazie! Sono felice quando riesco a comunicare a pieno l’esperienza di cui voglio parlare. Qui mi è riuscito perché effettivamente ero molto ispirata. San Francisco mi è piaciuta veramente molto.

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