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Viaggiare in Marocco alla scoperta delle città imperiali

Alte torri merlate che accolgono nidi di cicogne; tramonti di fuoco che incendiano l’orizzonte; paesaggi pieni di fascino che, dal verde degli ulivi del nord, cedono il passo alla sabbia rossa del deserto. Il Marocco è un paese antico, la cui anima si compone della cultura di tutti quei popoli che l’hanno attraversato.

I Berberi, autoctoni e maggioritari, sono qui da tempo immemore, da prima che arrivassero a colonizzare questi luoghi i fenici, i cartaginesi, i romani e, infine, gli arabi. È con l’arrivo di questi ultimi, e col diffondersi del culto musulmano, che prese il via il modello urbano della medina. L’impegno, da parte delle varie dinastie reali che si susseguirono, fu quello di abbellire ed espandere quelli che prima erano poco più che piccoli nuclei di pastori. Sorsero palazzi, moschee, mederse, piazze e mura fortificate. Una nuova stagione aveva inizio: sorgevano le città imperiali.




Le città imperiali del Marocco

Sono quattro le città imperiali del Marocco e hanno una storia lunga oltre mille anni. Eccole:

  • Fès
  • Marrakech
  • Rabat
  • Mèknes

Fès, la più antica città imperiale del Marocco

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Fès, città santa del Marocco e capitale spirituale del paese. L’antica medina ha oltre 1200 anni di storia ed è caratterizzata da un intrico di vicoli strettissimi, spesso angusti e poco invitanti che, come in un labirinto, conducono a piazze, quartieri artigianali, vie di scambio. L’UNESCO l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità nel 1981.

A Fès ha sede la più antica Università del mondo fondata, pensate un po’, nell’859 da una donna. Annessa a questa importante struttura, la Moschea Kairaouine, la più grande dell’intero continente africano. Poco distante, la Medersa Bou Inania è considerata la più bella scuola coranica della città ed è stata costruita a metà del ‘300. La sua struttura appare insolita poiché presenta, al contrario di altre mederse, un bel minareto rivestito di piastrelle verdi. I turisti, eccezione rarissima per i luoghi religiosi del Marocco, possono visitarne il cortile con la fontana e le cellette degli studenti al piano superiore. Il mihrab, la sala rivolta verso la Mecca in cui si compie la preghiera, ha un soffitto lavorato particolarmente bello.

Se vi piacciono i musei dovete visitare il Museo Nejjarine. Dedicato all’artigianato ligneo, si trova all’interno dell’antico caravanserraglio che, un tempo, ospitava i mercanti di passaggio a Fès. Nelle sale che circondano il cortile interno, potrete ammirare gli utensili degli artigiani, serrature berbere, mobili tradizionali e antichi strumenti musicali. È vietato fare foto.

fes città imperiale antica conceriaFès è famosa da secoli per le sue concerie. Nel quartiere dei conciatori si lavora il pellame come un tempo: le vasche sono colme di una mistura corrosiva composta da calce, urina animale, acqua e sale. Ai turisti non è consentito aggirarsi fra le vasche ma i vari negozi di pellame, distribuiti tutt’attorno, faranno a gara per scortarvi sui tetti e farvi osservare questo luogo controverso che sembra uscito da un romanzo d’altri tempi. Per contrastare il tanfo prodotto dalle pelli al macero verrete forniti di un rametto di menta da tenere sotto al naso: in verità all’odore ci si abitua presto, è alla condizione lavorativa di chi è immerso in quelle vasche che si fa fatica ad abituarsi. Se volete visitare le antiche concerie, sappiate che una mancia è ben accetta da parte della vostra guida che, poi, vi condurrà nel suo negozio di riferimento tentando di vendervi qualcosa.

Prima di lasciare Fès vi consiglio un giro sulla collina a nord della medina (potete raggiungerla in taxi al costo di pochi Dh). Qui troverete i resti martoriati di un antico abitato: sembra che il sultano avesse eretto questo piccolo avamposto per controllare dall’alto gli abitanti di Fès. Poco più in alto le tombe Merenidi, purtroppo ormai spoglie delle antiche decorazioni e in stato di forte degrado, sono comunque strutture imponenti e affascinanti.

Marrakech, la più meridionale delle città imperiali

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Marrakech è stata da sempre punto strategico per i commerci nel sud tanto che, per lunghi secoli, numerose carovane sono passate da questo avamposto. Intorno all’anno mille già i berberi avevano costruito dei bastioni a protezione dell’accampamento. Con l’arrivo degli arabi, divenne una vera e propria città: furono costruiti la kasbah fortificata, giardini rigogliosi e mercati coperti.

Successivamente abbandonata al suo destino, la città tornò a farsi conoscere negli anni ’60 quando numerose rockstar le dipinsero attorno un alone mistico, donandole nuovo prestigio. Oggi la città è il luogo ideale per chi vuole sperimentare l’antico fascino confuso del caravanserraglio, protetto dal lusso di strutture turistiche sfarzose ed accoglienti. È anche un buon punto di partenza per muoversi alla volta del deserto.

Se venite a Marrakesh ciò che dovete assolutamente fare è lasciarvi andare. Fatevi travolgere dal trambusto che anima la grande piazza principale, tra venditori, incantatori di serpenti e musicisti gnaoua. Anche qui potete visitare quello che un tempo era il centro di studi coranici più grande del nord Africa, la Medersa di Ali ben Youssef – a sua volta affiliata alla vicina Moschea omonima.

Imperdibile è una visita al Palais de Bahia: delle sue 150 stanze solo una parte è visitabile, voi potrete accedere all’harem, riccamente decorato, e visitare la Corte d’Onore.

Ancora una volta, uno spazio per l’arte: il Musée de Marrakech, in passato adibito a scuola femminile, accoglie mostre d’arte tradizionale e anche un buon numero di opere orientaleggianti. Ogni tanto, nel sontuoso cortile che ospita una caffetteria e diversi pezzi d’arte contemporanea marocchina, si tengono concerti di artisti locali.

Rabat, la capitale del Marocco

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Se Fès è l’indiscussa capitale spirituale del paese, Rabat è invece quella politica. La sua posizione sul mare, la presenza dei palazzi governativi e di molti uffici moderni, uniti alla presenza dell’antica kasbah e della medina seicentesca, rendono Rabat la più particolare delle città imperiali: qui vecchio e nuovo si incontrano e si fondono in una dimensione placida che vive fuori dal tempo.

La kasbah occupa la parte più antica della città. Arroccata su una rupe che guarda l’oceano, domina il fiume ed offre un bellissimo panorama, soprattutto al tramonto. Stradine tranquille, pareti intonacate di fresco, micioni che dormono sornioni sulle porte: la kasbah è attualmente una zona residenziale molto curata in cui numerosi stranieri stanno investendo da diversi anni. Sull’altro lato della strada, la medina seicentesca.

Il monumento più importante di Rabat è indubbiamente la Torre Hassan, un minareto imponente alto ben 44mt la cui moschea fu però distrutta nel ‘700 da un tremendo terremoto. Oggi è possibile visitare il sito limitandosi ad aggirarsi in una selva di colonne, unico elemento rimasto a ricordare l’imponenza del progetto originale. Accanto alla torre, adiacente ai resti della moschea, il Mausoleo di Mohammed V. Costruito interamente in marmo, nel tipico stile marocchino, accoglie le spoglie del padre e del nonno dell’attuale re del Marocco.

Un’altra tappa imperdibile è quella da dedicare al sito archeologico di Chella, la necropoli merenide da cui si accede anche all’antica città romana di Sala Colonia. È un luogo magico, silenzioso, immerso nel verde, molto bello da percorrere a piedi. In questa area sono presenti anche i resti del successivo insediamento islamico dove svetta un elegante minareto, ancora una volta, colonizzato dalle immancabili cicogne.

Gli amanti dei musei a Rabat potranno soddisfare la voglia di antico, ma anche di contemporaneo. Il Museo Archeologico ripercorre la storia del Marocco partendo da antichi reperti preistorici, fino a presentare manufatti in bronzo e ceramica recuperati dagli insediamenti romani di Volubilis, Chella e Lixus. Venendo ai giorni nostri, invece, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Mohammed VI – inaugurato nel 2014 – ospita all’interno di un edificio realizzato in stile arabo-andaluso, opere di artisti marocchini, ma ha anche una vasta sezione dedicata all’arte africana e uno spazio molto ampio riservato alle mostre temporanee.

Meknès, la tranquilla

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Meknès è la città imperiale più modesta delle quattro . La vicina Fés ne offusca la gloria col suo prestigio, eppure Meknès non ha assolutamente nulla da invidiarle. Noi, addirittura, l’abbiamo preferita.

In un paese in cui l’alcool è bandito vi parrà un miraggio, quando arriverete a Meknès, la lunga distesa di vigne che attraverserete. La città, infatti, è adagiata in una placida vallata circondata da fertili pianure in cui si coltivano, oltre alla vite, anche olive, agrumi, cereali… da italiani ci si sente quasi a casa!

La medina è più piccola delle altre e molto meno intricata, qui non avrete paura di perdervi. Lo spettacolo più grande però si ammira dai tetti: i minareti svettano su un orizzonte vasto in cui le pianure rigogliose lasciano spazio, in lontananza, alla catena montuosa del Medio Atlante e ai resti dell’antica città romana di Volubilis, che dista da qui solo 30km.

Ma la vera particolarità della piccola Meknès è quella di possedere, cosa del tutto inaspettata, la più grande e imponente porta imperiale di tutto il Marocco. Punto focale della grande piazza che conduce alla medina, Bab el-Mansour è un capolavoro elegante e finemente decorato che resiste al tempo in ottime condizioni. Superata la porta vi troverete in quella che era l’antica piazza d’armi, da qui si può procedere verso il mausoleo dell’antico sovrano, Moulay Ismail. Data l’importanza di questo personaggio l’accesso è consentito anche ai turisti, i non musulmani non possono avvicinarsi però alla tomba.

Poco oltre, accanto al luogo in cui un tempo il sovrano riceveva gli ambasciatori stranieri, si incontra un’altra meta affascinante. Vi parlo della discesa in una grande cripta composta da numerose stanze dai soffitti molto alti. Le guide vi diranno che qui venivano trattenuti i prigionieri cristiani al tempo del grande Ismail, in verità pare che fossero semplici magazzini per la raccolta del cibo. Vi consiglio di portarvi una torcia o di tenere a portata di mano il vostro cellulare perché molte stanze sono completamente buie.

Consigli prima di partire

Il Marocco, con l’avvento dei voli low cost, è ormai da molti anni una destinazione molto gettonata. Per quanto sia un paese piuttosto sicuro e accogliente è comunque un luogo complesso, a volte duro da comprendere.

Vera e propria terra di confine, il Marocco è il luogo in cui il grande continente nero e la cultura mediorientale si incontrano. Fuori dai riad accoglienti, lontani dai palazzi antichi e dalle regge, vive un mondo fatto spesso di povertà e stenti, distante anni luce dalla magnificenza dell’epoca d’oro. Bisogna sapersi muovere con rispetto e attenzione, coscienti che ci si trova al cospetto di una cultura per molti versi lontana dalla nostra.

La situazione igienica non è sempre delle migliori e, se si viaggia zaino in spalla, accade di doversi adattare a condizioni a volte poco piacevoli. Anche muoversi all’interno del paese, benché sia piuttosto semplice, può comportare per chi sceglie di noleggiare un auto di dover attivare qualche scrupolo in più: le strade sono spesso dissestate e la segnaletica non sempre comprensibile, quando del tutto assente.

Per tutti questi motivi, come sempre quando si viaggia all’estero, il mio consiglio è di attivare una buona assicurazione di viaggio. La nostra copriva eventuali danni al bagaglio, insieme al furto o lo smarrimento. Inoltre, cosa fondamentale e da non trascurare assolutamente, includeva una copertura totale in caso di incidente o malattia. Tenete presente che il servizio sanitario nazionale è sconsigliato dalle guide stesse mentre le poche cliniche private sono molto care.

 




 

 

2 thoughts on “Viaggiare in Marocco alla scoperta delle città imperiali”

  1. Il Marocco è una meta che non mi dispiacerebbe raggiungere prima o poi: i suoi colori, i suoi profumi, la sua energia. A volte l’associo all’India: sono due paesi diversi ma entrambi pieni di contrasti tra povertà / richezza, profumi delle spezie / gli odori poco piacevoli, i forti colori. Credo che entrambi siano due paesi calamita: o li odi o li ami!

    Ho sentito parlar molto di Marakesch e Casablanca, la capitale; ma mi mancano completamente Kes e Meknes: chissà, magari un bel giro me lo farò prima o poi. Magari con qualcuno del luogo o che conosce molto bene il Marocco: chi meglio di loro si può girare il paese in sicurezza e magari toccando vie e zone fuori dal turismo di massa?

    1. Ciao Katja. Ti correggo, la capitale è Rabat, non Casablanca. Il Marocco è piuttosto sicuro: io l’ho girato in maniera indipendente, zaino in spalla, alternando gli spostamenti tra treni e passaggi in macchina. Non l’ho amato particolarmente a causa dei forti contrasti tra ricchezza e povertà. Probabilmente viverlo con chi è del posto può darti qualcosa in più, ma questo vale un po’ per tutto il mondo. Un saluto

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