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La cicala sull'amaca


Barbagia terra d’incanto: dagli antichi ‘cuiles’ al cantu a tenore.

Barbagia terra d’incanto: dagli antichi ‘cuiles’ al cantu a tenore.

Della Sardegna non mi stanco mai di parlare. Sono molti i post che ho dedicato a questa regione e forse neanche questo sarà l’ultimo. Tra i luoghi che più mi sono rimasti nel cuore un posticino sul podio della memoria lo regalo alla Barbagia e, in particolare, alla zona del Supramonte: passeggiate, gite a cavallo, in mountain bike e col fuori strada. Il territorio è talmente ricco da meritare più giorni di permanenza.

Quando sono stata qui ho soggiornato in un bellissimo agricampeggio appena sopra Orgosolo, totalmente immerso nel bosco.

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Con Pietro, uno dei ragazzi che lavorano per l’azienda, ho partecipato ad una magnifica escursione in fuoristrada che mi ha dato la possibilità di ammirare paesaggi suggestivi e addentrarmi in tratti di bosco talmente fitti che altrimenti non avrei mai potuto scoprire.

Barbagia tradizioni Sardegna




IL MONTE SAN GIOVANNI: UNA VISTA MERAVIGLIOSA

Dal Monte San Giovanni, che si raggiunge abbastanza facilmente attraverso un sentiero molto antico, si può ammirare l’intera catena montuosa e lasciar spaziare lo sguardo perdendosi in questa natura rigogliosa che ancora regala la possibilità di vedere le aquile in volo.

Barbagia tradizioni Sardegna

Barbagia tradizioni Sardegna

Il Monte Novo San Giovanni è uno dei monumenti naturali tra i più paesaggistici dell’intera Sardegna. Raggiunge i 1316 m. s.l.m. ed è particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico per le sue guglie calcaree alte fino a 70 metri.

Barbagia tradizioni Sardegna

Sul monte c’è una piccola capanna. Lì vive per periodi più o meno lunghi, in attesa che gli venga dato il cambio, un uomo che ha il compito di perlustrare dall’alto il territorio. Deve vigilare, segnalare eventuali incendi e, soprattutto, non cedere alla noia. Quando siamo arrivati su noi, stava felicemente preparandosi sul fuoco questo piccolo spuntino!

Barbagia tradizioni Sardegna barbagia-spuntino

I CUILES DELLA BARBAGIA

Nella foresta sottostante sono presenti un po’ dappertutto resti di ovili, anche di età nuragica, che testimoniano come in passato la presenza umana nel territorio fosse più marcata di oggi.

Durante una sosta ad una delle fonti locali mi è capitato di chiacchierare con un pastore che era intento a riempire diverse taniche d’acqua. Il suo fuoristrada cosparso di polvere è stato il pretesto per attaccare bottone. Come lui stesso mi raccontava, dalla diffusione delle auto, l’attività pastorale si è radicalmente trasformata.

Oggi non esistono più quei lunghi periodi in cui si stava lontani da casa per seguire le proprie bestie nella transumanza: i fuoristrada consentono a tutti di rientrare in paese in tempi brevi. Ed ecco che allora, muovendosi attraverso questi territori, si incontrano numerosi “Cuiles” abbandonati: antichi ricoveri per gli abitanti della montagna costruiti su base di pietra e copertura in legno e frasche.

Barbagia tradizioni Sardegna - CUILE ORTHORUTA
CUILE ORTHORUTA by SardegnaDigitalLibrary

Sembra che la tecnica di costruzione derivi direttamente dalla cultura nuragica, una cultura pastorale evidentemente non troppo divergente da quella di qualche decennio fa. A ben guardarli somigliano a piccoli trulli ma a differenza di questi non hanno il tipico tetto fatto di lastre in pietra.

Oggi tantissimi di questi ovili si trovano in stato di totale abbandono, alcuni sono stati addirittura bruciati. Credo che bisognerebbe attivarsi per garantirne la sopravvivenza, del resto è letteralmente un pezzo di storia che se ne va in fumo. I cuiles potrebbero dar vita a nuovi centri per la pastorizia locale o quantomeno, servire all’attività turistica.




LA FORESTA DI SAS VADDES E IL PRANZO COI PASTORI

Proseguendo il tour in fuoristrada, ho avuto l’occasione di esplorare anche l’interno della foresta primaria di Sas Vaddes, una lecceta antichissima – tra le poche superstiti nel continente europeo. Avventurandoci in un tratto difficilmente percorribile, grazie alla guida esperta di Pietro, io e il mio gruppo siamo finiti al cospetto di una rarità: un albero secolare e immenso, cresciuto nella pietra. Una sorta di albero sacro, di quelli che viene voglia di abbracciare. Difficile spiegare la sensazione di pace e serenità che può regalare la permanenza in un luogo simile. Non avevo mai visto in Italia una cosa del genere, pensavo che certi prodigi toccassero solo all’Asia.

Barbagia tradizioni Sardegna

Ma tanta poesia va omaggiata con un bel banchetto! La specialità dell’agricampeggio è il pranzo tipico con i pastori. Ci sono pullman di turisti che arrivano qui solo per mangiare. Io dico: venite a soggiornare direttamente in questo bosco, svegliatevi la mattina al cospetto di una natura antica. Seguite le fasi della preparazione del cibo, gli antichi riti di una cucina semplice eppure gustosa: dal maiale alla brace ai graziosi dolcetti – quelli a forma di fiore – utilizzati nei matrimoni per celebrare gli sposi.

Barbagia tradizioni Sardegna

Barbagia tradizioni Sardegna

Alla fine, quando la pancia sarà piena, potreste rimaner stupiti da una performance unica…

LA SARDEGNA E L’ANTICO CANTO A TENORE

Il cantu a tenore è uno stile di canto molto importante nella tradizione pastorale sarda, espressione sociale del mondo che caratterizza la parte interna dell’isola e che tutt’oggi è molto sentito dalle comunità autoctone. Nel 2005 il canto a tenore è stato introdotto dall’UNESCO tra i patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

Parliamo di un canto antico che nacque in questa terra ancestrale per permettere ai suoi abitanti di stabilire un contatto con le entità spirituali che governano la natura e le cose. Lo scopo, in condizioni di vita tanto aspre, era poterne acquisire la forza attraverso l’imitazione dei versi animali. Un canto che riporta alle origini e rinnova lo stretto rapporto che c’è tra le popolazioni locali e la loro terra.

Cito dal Sito Le vie della Sardegna:

L’area di diffusione attuale del canto a tenore è piuttosto vasta e comprende oltre sessanta paesi del centro nord dell’isola. A ciascuna comunità corrisponde un diverso modo di cantare a tenore, un linguaggio musicale locale chiamato traju, trattu o moda. La pratica del canto a tenore è oggi molto viva e si può ragionevolmente affermare che il numero dei cantori è dell’ordine di alcune migliaia. […] Molti sono i giovani che praticano questa forma di canto tradizionale che rappresenta oggi un concentrato simbolico identitario, anzi si potrebbe dire che il tramonto o l’affievolirsi di altri simboli lo ha caricato ancor più di tali significati.

Una piccola ricerca, infine, mi ha portato alla conoscenza dei tuvani siberiani, una popolazione dedita al cosiddetto “canto armonico” che, a differenza di quello sardo, esprime singolarmente le emissioni vocali ma che, come questo, mira a stabilire un contatto con le entità dei boschi. 30.000 Km di distanza che sottolineano ancora di più l’importanza storica, ma anche terapeutica e culturale, di questi antichi canti.

Barbagia tradizioni Sardegna

E solo allora, quando mi sono trovata al cospetto di queste voci possenti, dal vibrato profondo e quasi ipnotico, ho capito una cosa: ecco come faceva Pietro, durante la nostra gita, a chiamare con un verso piuttosto che un altro quell’asinello che tanto mi piaceva, o quel maialino che sembrava riconoscerlo. Questa terra non è solo bellissima, è magica.




 

4 comments

  • Giulia - ladoppiag.it

    settembre 22, 2016

    Bellissimo post! La Sardegna dell’interno la conoscono in pochi ma è un peccato… tanti confondono la zona costiera con tutto quel che c’è da vedere di questa isola… mentre anche l’interno, i suoi bassi monti granitici, i campi di ulivi e il bestiame allo stato brado sono una cosa bellissima da conoscere!
    un bacione 🙂

    • Lucilla

      settembre 22, 2016

      Grazie Giulia, sono contenta che il post ti sia piaciuto. Vero, bisognerebbe promuovere di più la bellezza di questa terra che non è fatta di solo mare e che anzi, ha una cultura pastorale antica e ricchissima, tutta da scoprire. Un abbraccio. Grazie di essere passata!

  • Roberta Isceri

    settembre 22, 2016

    Che bello! Molto antropologico 😀 Mi piace molto il fatto che non hai parlato di Sardegna in generale ma di una sua porzione…

    • Lucilla

      settembre 22, 2016

      Ciao Rob, grazie! Impossibile parlare della Sardegna in modo troppo generale: è così ricca! vero, è un post antropologico. Come ho scritto non basta concedersi una gita organizzata per capire realmente una terra. E la Sardegna ha una storia talmente complessa che sarebbe riduttivo limitarsi ad elencarne le tante attrazioni. Poi io la amo in modo particolare, ma questo ormai credo si sia capito. 🙂 Un abbraccio.

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