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La cicala sull'amaca


Oltre confine. L’Outdoor Festival di Roma

Oltre confine. L’Outdoor Festival di Roma

L’Outdoor Festival è un appuntamento dedicato all’arte contemporanea e alle sue manifestazioni nell’ambito della cultura metropolitana. Quest’anno è giunto alla settima edizione.

Manifestazione piuttosto attesa dagli amanti dell’arte, l’Outdoor Festival si svolge all’interno dell’ex Caserma Guido Reni nel quartiere Flaminio, di fronte al più celebre Museo MAXXI.

Una location suggestiva che, per i suoi grandi spazi e la posizione centrale, ben si presta a certi tipi di eventi – comprese le numerose serate di musica e cinema che, in questo periodo, vanno ad arricchire la già succosa proposta culturale.

Uno spazio che potrebbe benissimo essere attivo durante tutto l’anno e non solo nel periodo limitato del Festival. E in effetti è proprio questo lo scopo primario degli organizzatori. Come si legge sul Blog dedicato, la curatrice Antonella Di Lullo sottolinea proprio questo aspetto:

“Outdoor promuove e attua la riconversione di spazi urbani attraverso l’arte, la musica e la cultura. Sin dal 2010 ha dimostrato quanto i diversi linguaggi culturali abbiano la forza di riattivare luoghi inesplorati, periferici e, dalle ultime edizioni, in disuso.

In ogni modo…

PARLIAMO DELLA MOSTRA: BEYOND

Quest’anno l’Outdoor Festival pone l’attenzione sui concetti di Limite e Confine sviluppando un discorso che tocca il tema dell’arte nella contemporaneità ma che in qualche modo scavalca la pura riflessione estetica per riflettere sulla società stessa. 14Padiglioni per altrettante installazioni: un grande spazio per una mostra che invita al movimento, ad andare oltre.

Gli artisti hanno affrontato i temi cardine interagendo con gli edifici della caserma, invadendone gli spazi o agendo sui muri, scavalcando spesso i limiti del loro stesso lavoro.

IN YOUR FACE – ALEX FAKSO

Alex Fakso ad esempio mette in campo un vero e proprio reportage sull’underground contemporaneo. Lo fa invadendo le superfici con le sue fotografie che, però, non sono appese in bella mostra come ci si aspetterebbe: gigantografie ricoprono intere porzioni di spazio, modificandone la percezione. Non si è più al cospetto di un’opera ma al suo interno.

Percezione che viene stravolta anche nell’esposizione di foto dal taglio più piccolo, letteralmente appiccicate sugli oggetti: letti, pannelli, angoli dell’edificio stesso, dove meno ci si aspetta. Questo fa si che l’opera si amalgami con il supporto e acquisisca una certa tridimensionalità.

L’ONDA CREATIVA

Rimanendo concentrati sullo spazio, gli studenti dello IED di Roma hanno invece realizzato Waves: installazione site specific che occupa due sale di un unico padiglione e interpreta il concetto di “oltre” come onda creativa ed espressiva. Le onde possono travolgerci, ma anche spingerci oltre. La metafora è quella del dinamismo, del cambiamento, un richiamo al mare inteso non come limite ma come veicolo per la scoperta.

L’installazione ‘floating wave’, realizzata con la collaborazione del collettivo Quite Ensemble è forse quella che più mi ha colpita fra quelle di tipo ‘immersivo’. Un’onda sospesa che per effetto del vento e della gravità cambia forma mentre tutto intorno gli elementi si scatenano: veramente suggestivo.

Vi lascio un piccolo video: vedetelo perché merita.

Il secondo spazio, sempre curato dallo IED, ospita invece un’installazione scenografica ispirata ad Oceano Mare, di Alessandro Baricco. L’elemento conduttore è sempre quello dell’acqua, dell’onda liquida che invade gli spazi e che però può anche congelarsi in attimi di vita vera. Ne sono esempio i grandi pannelli sospesi dove, superfici apparentemente immateriali, schiacciano uomini e donne deformandone i volti.

LA PROVOCAZIONE CHE MI PIACE: VLADY E LA FARM CULTURAL PARK

Parlare di tutte le opere è impossibile, voglio però raccontarvi un’ultima installazione, quella forse più politica e provocatoria, quella che mi è piaciuta di più – soprattutto per la riflessione che stimola.

Vlady è un’artista catanese evidentemente vocato all’approccio comunicativo: la sua cifra è provocatoria e in qualche modo sarcastica, decisamente attenta al sociale. L’opera (che non ha titolo) è stata allestita in collaborazione con il Farm Cultural Park di Favara – “un centro culturale indipendente di nuova generazione con una forte attenzione all’arte contemporanea e all’innovazione”. [cito dalla loro pagina FB]

Si entra in un grande spazio dalle mura fatiscenti su cui sono proiettati messaggi che riconducono a una quotidianità alienata, fatta di regole e barriere cui adeguarsi (o da abbattere?). Si segue il percorso, in fila, tra le transenne. Una voce di Robot riecheggia fra le mura ed elenca le regole a cui attenersi: Immettere password, accesso negato…

Alla fine la rivelazione: una grande bandiera dell’Europa con un buco al centro, proprio tra le stelle. Una scala invita a salire, a varcare quello spazio e andare oltre la bandiera. A voi le conclusioni.

INFO

L’Outdoor Festival proseguirà fino al 31Ottobre. Una volta acquistato il biglietto potrete registrarvi all’ingresso per poter rientrare nei giorni successivi gratuitamente.

6 comments

  • Elisa

    ottobre 21, 2016

    Vedo continuamente foto interessanti di questo Festival e non vedo l’ora di andarci!

    • Lucilla

      ottobre 21, 2016

      Ciao Elisa, hai visto che bello? rimangono solo due weekend, vai presto! 🙂

  • Lucrezia & Stefano - in world's shoes

    ottobre 11, 2016

    Bellissimo, cercheremo di andare anche noi nei prossimi giorni! 🙂
    Sembra davvero interessante!

    • Lucilla

      ottobre 11, 2016

      Se vi piace l’arte lo è. Guardate il sito, ci sono anche belle serate di musica e film. Poi fatemi sapere! 🙂

  • Anastasia

    ottobre 11, 2016

    Bellissimo! Peccato non essere più vicine per poter partecipare, ma ti seguiamo con grande interesse!

    • Lucilla

      ottobre 11, 2016

      Grazie Anastasia, un vero piacere averti qui. Sai quanto mi piace il vostro Blog 🙂

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