Home Beirut Sounding the Neighbors. Una casa per tutti | Al MAXXI

Nuovo capitolo della serie Interactions across the Mediterranean dedicata al rapporto tra Europa e Medio Oriente. Fino al 20 maggio 2018 Beirut si racconta attraverso oltre 100 lavori di 36 artisti.

Beirut è un ossimoro. Città complessa, dove tutto è vero, quanto è vero il suo contrario. Una città nodale, punto di convergenza tra Oriente e Occidente, paradigma di resistenza e resilienza.

Dopo i focus sulla scena artistica contemporanea in Iran (2014- 2015) e a Istanbul (2015- 2016), questa volta la serie Interactions across the Mediterranean si concentra su Beirut, città dinamica e multiculturale in cui un presente prolifico

Moschea di Mohammad Amin, Beirut

e dinamico affianca la memoria di un passato burrascoso, segnato dalla guerra. Negli ultimi decenni Beirut ha fatto tesoro di questa memoria e ha saputo rialzarsi diventando un vero e proprio esempio di rinascita.

Una città caratterizzata da una vivacità culturale che è anche riflesso della speranza per un futuro migliore, soprattutto in questo momento di rinnovata tensione: la Siria è alle porte, non va dimenticato. È in questo contesto, insieme mutevole e contraddittorio, che l’arte contemporanea si pone come testimone e motore.

Il presupposto su cui si fonda l’intera mostra parte allora da un interrogativo cruciale per una città come Beirut: come affrontare l’idea di appartenenza, come rendere questo luogo, dove ogni singolo ha un diverso senso di identità, una “casa” per tutti?




IL PERCORSO DELLA MOSTRA BEIRUT AL MAXXI

4 sezioni. Quattro tappe che, come vere e proprie case, accolgono il visitatore e lo invitano a entrare per scoprire l’eterogenea complessità cittadina. Quattro dimore che parlano, nell’ordine, di Memoria, Accoglienza, Territorio e Gioia.

HOME FOR MEMORY

Questa casa affronta il tema esistenziale, comune a molti artisti, della contraddizione tra il ricordo del conflitto e la volontà di ricostruire una nuova società civile. Qui ci sono soprattutto fotografie e video, frutto di raccolte, documentazioni, archiviazioni personali. Tra le opere di questa sezione, le serie di disegni 33 Jours e Beirut, July – August 2006, di Laure Ghorayeb e Mazen Kerbaj, madre e figlio. Insieme hanno raccontato la guerra del 2006, durata 33 giorni, disegnando su carta fatti ed emozioni e pubblicando poi, sul blog di lui, i disegni.

Beirut mostra-maxxi-roma
Laure Ghorayeb, “33 Jours”, 2006. Chinese ink on paper

HOME FOR EVERYONE?

La cultura si mescola, insieme alla carne, in una fusione entropica che non può essere scissa e che dà vita a nuove forme. Questo è il frutto delle migrazioni che da sempre, a Beirut, sono argomento contemporaneo. Ieri come oggi, a causa di conflitti e movimenti migratori, armeni, greci, siriani, palestinesi, popoli con origini e religioni diverse hanno scelto questa città come nuova casa per vivere. Così, cultura e identità, sono frutto di mix complessi, liquidi e adattabili come è l’acqua; ingarbugliati, a volte problematici, come lo sono il sesso e le relazioni umane. E proprio queste metafore emergono dai video principali, trasmessi in questa casa.

Come la doppia video installazione Remembering the Light (2016) di Joana Hadjithomas & Khalil Joreige, dove l’elemento acquatico pervade lo schermo affidando alla poesia delle immagini una riflessione sul destino umano. O come il video A Spectacle Of Privacy (2014) di Roy Dib che, attraverso il dialogo di una coppia sui problemi di relazione, racconta la questione israelo–palestinese mettendola in analogia con un rapporto sessuale.

HOME FOR REMAPPING

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Marwan Rechmaoui, Beirut Caoutchouc, 2004-2008 Engraved Rubber.

Una città in espansione che attraversa lo spazio fisico e temporale, lasciando dietro di sé macerie e disastri. Una città che si rinnova, pur deteriorandosi. Dalle ferite della guerra al boom edilizio, tutti i conflitti sociali e le riconciliazioni degli ultimi 40 anni sono “scritti” nella planimetria di Beirut. Così la video installazione After the River (2016) di Lamia Joreige è dedicata al fiume che attraversa la città e che la racconta attraverso il suo progressivo sgretolamento. Interessante anche il lavoro Shipping Container Floor (2016) di Caline Aoun, testimonianza e riflessione critica sull’invasione del capitalismo globale nella città contemporanea.

HOME FOR JOY

È la casa più bella, quella che celebra la gioia e la bellezza, forse i motivi per cui vale veramente la pena vivere e lottare. E Beirut ha sempre prodotto bellezza, ha sempre ricercato la gioia, anche nei periodi più bui e cruenti della sua storia. Per questo, evidentemente, la città pullula di luoghi dedicati alla diffusione dell’arte e della cultura – gallerie, teatri, centri artistici e culturali che offrono una ricca proposta di eventi dedicati proprio al cinema, alla musica, al teatro e alle arti visive. È questo che si racconta in questa sezione, ed è con gioia – tutto sommato – che si conclude il percorso della mostra.

INFO | ORARI | BIGLIETTI

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo  – info: 06.320.19.54

Orario di apertura: 11.00 – 19.00 (mart, merc, giov, ven, dom) |11.00 – 22.00 (sabato) | chiuso il lunedì

Biglietti: Intero 12€ – Ridotto 8€

Ingresso gratuito per studenti di arte e architettura dal martedì al venerdì




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