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La cicala sull'amaca


Decades. La Urban Art in mostra al Guido Reni District

Decades. La Urban Art in mostra al Guido Reni District

Philobiblon Urban Project ha inaugurato il 22 settembre 2017 presso il Guido Reni District di Roma la mostra DECADES: cinque artisti ci raccontano cinquant’anni di avvenimenti socio-politici, culturali e musicali della seconda metà del ‘900. 

 




La Street Art Romana è ormai la più affermata espressione creativa della socialità capitolina contemporanea. Da fenomeno di controcultura a elemento di riqualificazione urbana, la street art ormai è una cornice riconosciuta della quotidianità cittadina.

la mostra DECADES, promossa e realizzata da Philobiblon Urban Project, nasce allora con lo scopo di dar voce ad alcuni dei maggiori esponenti dell’arte urbana romana. L’obiettivo è celebrare quei passaggi epocali che hanno contribuito nella seconda metà del ‘900 a modificare il pensiero comune e le forme dell’espressività artistica. Una mostra gratuita (dettaglio non da poco), che si protrarrà fino al 22 Ottobre negli affascinanti spazi del Guido Reni District.

Cinque decadi ripercorse dai bassorilievi di Riccardo Beetroot; dalla fusione dello stile fumettistico di Solo con quello liberty di Diamond; dalle tecniche incisorie di Lucamaleonte e dallo stile barocco e decisamente cupo di Louis Gomez de Teran.

decades urban art roma

IL PERCORSO DELLA MOSTRA DECADES

Beetroot – Anni ’50

Chi ama la street art sa riconoscere le opere di Beetroot quando le incontra in giro per Roma. L’artista si distingue per la sperimentazione continua sui materiali e si è fatto conoscere anche nelle periferie grazie alla importante partecipazione a progetti di rivalutazione del territorio come Caleidoscopio, presso il nosocomio Santa Maria della Pietà di Roma. Nel 2016 – fedele a questa missione – ha partecipato con quattro opere anche al progetto di rivalutazione del quartiere di Pineta Sacchetti denominato “Pinacci Nostri”.

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All’interno della mostra Decades, Beetroot espone dei bellissimi ritratti che emergono dallo strano connubio tra stucco ed acrilici Spray con un risultato materico poliedrico che si contraddistingue per i contrasti tra nero e colore. A lui sono affidati gli anni ’50. Epoca di rinascita, di nuove speranze, di preparazione all’imminente miracolo economico. In Italia gli anni ’50 sono anche l’ultimo periodo del bianco e nero, dei contrasti che dipingono attraverso i film neorealisti e i cinegiornali, la cruda realtà di un’Italia ancora ferita.

Solo – Anni ’60

Originario del Trullo, romano DOC, Solo è l’artista probabilmente più riconoscibile, il più Pop! I protagonisti dei suoi lavori, sono sempre ispirati all’immaginario dei fumetti ma, calati in situazioni ordinarie, non sempre sono vincenti. I suoi sono supereroi che non necessariamente riescono a sbaragliare il male ma che resistono alle difficoltà della vita, portando sempre un esempio positivo. A un simile artista non potevano che toccare gli anni ’60.

Decennio denso di rivoluzioni e contraddizioni, gli anni ’60 vedono l’uomo arrivare sulla luna. Mentre Kennedy viene ucciso in America, in Cina si verifica la rivoluzione Maoista. Mentre gli hippy ballano nudi a Woodstock, in Inghilterra viene sdoganata la prima minigonna. La chiave di lettura di un decennio tanto complesso è allora quella dei supereroi tanto cari a Solo: personaggi dai ‘super-problemi’ a cui trovano soluzione con le loro super-imprese, dando nuovo slancio all’umanità.

opere di solo alla mostra decades di roma

Diamond – Anni ’70

Altro romano DOC, cresciuto nel panorama del writing e poi diplomatosi all’Accademia di Belle Arti, l’obiettivo costante di Diamond è dar spazio al corpo e, tramite esso, esprimere tutte le emozioni della vita. La sua produzione alterna spray, pennelli, marker, Bic, matite e inchiostro giapponese.

A Diamond toccano gli anni ’70, decennio di libertà e trasgressione, ma anche di una presa di coscienza collettiva. È l’epoca della protesta sociale e dell’ondata femminista, della nascita del moderno computer e della Apple, ma anche e soprattutto, del graffitismo, dell’hip-hop e del punk-rock. Mentre l’arte psichedelica attinge dalle forme sinuose dell’Art Nouveau, la Hollywood bianca si accosta per la prima volta all’autonoma espressione artistica degli afro-americani. Tutto questo ci racconta Diamond che, forse tra tutti, è quello che più riesce a fissare su tela l’anima del decennio venuto a rappresentare.

Lucamaleonte – Anni ’80

Lucamaleonte, classe 1983. Approda alla street art nel 2001 realizzando dei semplici stickers che presto lasceranno il posto alla tecnica dello stencil. A Lucamaleonte toccano gli anni ’80, gli anni dell’edonismo reganiano e di un certo ritorno al conformismo. Anni di grandi rivoluzioni digitali, quelle che preparano il passo al nuovo millennio. Dilagano i fenomeni pop, promossi dalla diffusione di oggetti rivoluzionari come i walkman e i vhs. La tv si fa a colori e il cinema scopre il genere fantasy, destinato a crescere grazie al perfezionamento costante degli effetti speciali. Le opere esposte nella mostra decades sono allora un omaggio a queste icone, oggetti e personaggi che hanno letteralmente segnato un’epoca e che tutt’ora persistono nell’immaginario collettivo.

Luis Gomez de Teran – Anni ’90

Nato a Caracas nel 1980, si trasferisce a Roma ancora bambino. È qui che Gomez scopre, attraverso la continua osservazione delle opere che popolano le chiese romane del centro, l’amore per l’equilibrio dell’arte classica. Una volta adolescente, Roma lo condurrà tra lo sporco delle strade, lontano dalla sacralità dei templi. La strada porterà nuova linfa a un vissuto che ora si popola di personaggi straziati, di vandalismo. Sarà l’età adulta a riportarlo all’equilibrio, alla capacità di fondere l’originario amore per l’arte classica con quello per gli emarginati che popolano le strade. Moderno Caravaggio, Gomez racconta sui muri di borghi e città antiche le storie degli ultimi, dell’umana fragilità.

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A Gomez toccano gli anni ’90, l’ultimo fondamentale decennio del XXsecolo. L’epoca è quella della sua adolescenza, della sua formazione. Decennio di transizione, segnato dal delinearsi di luci e ombre. È la decade nera, pregna di realismo e confusione dilagante, l’epoca di chi oscilla tra noia e dolore, succube di un processo di disumanizzazione che si compirà nei decenni successivi.

 

 

Fonte: Philobiblon Urban Project




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