Il Giappone e l’Arte del Maestro Hokusai in Mostra all’Ara Pacis di Roma

Una grande mostra quella dedicata all’opera di Katsushika Hokusai (maestro indiscusso dell’ukiyoe) che, fino a Gennaio 2018 presso l’Ara Pacis di Roma, si propone di ripercorrere l’opera e l’eredità del grande artista giapponese.




Hokusai deve sicuramente la sua fama universale alla Grande Onda – la più nota della serie delle Trentasei vedute del monte Fuji – e all’influenza che le riproduzioni delle sue opere ebbero sugli artisti parigini di fine Ottocento che, ispirati dall’opera del maestro giapponese,  diedero vita al movimento del Japonisme. Ma la produzione artistica di Katsushika Hokusai (1760-1849) è vastissima e versatile e costituisce una fonte inestimabile di conoscenza di quel “Mondo Fluttuante” di epoca Edo (1603-1868) reso nelle immagini dell’ukiyoe, la stampa artistica giapponese realizzata su carta da matrici di legno.

Hokusai ha esplorato soggetti di ogni tipo: dal paesaggio alla natura; dal ritratto di attori kabuki a quello di beltà femminili e di guerrieri; fino alle immagini di fantasmi, spiriti ed esseri semi leggendari. Era uno sperimentatore che variava formati e tecniche: dai dipinti a inchiostro e colore su rotolo verticale e orizzontale, alle silografie policrome per il grande mercato, fino ai più raffinati surimono, usati come biglietti augurali, inviti, calendari per eventi e incontri letterari. I volumi dei Manga, che raggruppano centinaia di schizzi e disegni tracciati dal maestro e stampati in solo inchiostro nero con qualche tocco di vermiglio leggero, rappresentano infine il compendio di tanta eccentricità e genialità.

Mostra Hokusai Giornata limpida o Fuji Rosso
Katsushika Hokusai, Giornata limpida col vento del sud (o Fuji Rosso), dalla serie Trentasei vedute del monte Fuji, 1830-1832 circa Silografia policroma – Kawasaki Isago no Sato Museum

Attraverso 200 opere la mostra, sviluppata attraverso un percorso espositivo che si articola in cinque sezioni, illustra la produzione del Maestro a confronto con quella di alcuni tra gli artisti che, seguendo le sue orme, dettero vita a nuove linee, forme, equilibri di colore all’interno del tradizionale filone dell’ukiyoe.

Mostra Hokusai Roma - Van Gogh
Ritratto di père Tanguy, Van Gogh

L’evento è quindi una grande occasione per approfondire la conoscenza dell’arte nipponica ottocentesca e dei suoi maggiori rappresentanti. Tra questi Keisan Eisen, apprezzato sia in patria sia tra gli estimatori europei di arte giapponese dell’Ottocento per i suoi ritratti di beltà che furono presi a
modello anche da Van Gogh.

Il percorso espositivo della Mostra Hokusai. Sulle orme del Maestro.

1. MEISHO: mete da non perdere

Le immagini dei luoghi celebri (meisho) raggiunsero in epoca Edo una tale popolarità da essere prodotte in serie e in più edizioni perché con lo sviluppo delle vie di comunicazione, erano divenuti meta di viaggi e soggiorni esclusivi. Le silografie erano anche in forma di gioco da tavolo oppure rilegate in libri e album illustrati. Hokusai fu il punto di riferimento per gli artisti
contemporanei con le serie Trentasei vedute del monte Fuji, Viaggio tra le cascate giapponesi e Vedute insolite di famosi ponti giapponesi di tutte le province, oltre che con i tre volumi Cento vedute del monte Fuji stampati dal 1835. Un’influenza visibile la si riscontra anche nelle opere di Keisai Eisen, già autore affermato di beltà femminili, che si dedicò al paesaggio a partire dal 1835 quando Hokusai, abbandonata la produzione di stampe, si dedicò alla pittura su rotolo.

2. Beltà alla moda: il mondo della seduzione

Il soggetto di beltà femminili (bijin), che comprendeva soprattutto cortigiane, geisha e donne legate al mondo del piacere, idealizzate e rese simbolo della moda, dell’eleganza e della seduzione in epoca Edo, segnò la fortuna dei grandi maestri del Mondo Fluttuante. Il genere bijinga è rappresentato da raffinati
dipinti su carta o su seta nel formato del rotolo verticale da appendere, oltre che dalle più popolari silografie policrome o con il solo colore blu, in cui Eisen eccelle.

Mostra Hokusai Roma Cortigiane Eisen
Keisai Eisen, Cortigiane e loro assistenti presso un accampamento temporaneo, 1836. Silografia policroma, trittico, Chiba City Museum of Art

3. Fortuna e buon augurio

I surimono (letteralmente: “cose stampate”) rappresentano all’interno dell’ukiyoe una produzione di alta qualità commissionata da privati per una cerchia ristretta di persone. Sono biglietti augurali, calendari, annunci, inviti a raduni di circoli artistici e, generalmente, combinano la maestria dell’artista ukiyoe a versi poetici o in prosa. Rispetto alle stampe policrome presentano un’attenzione minuziosa alle linee che definiscono i particolari, una coloritura più sobria e delicata, l’utilizzo di tecniche raffinate come il goffrato e il colore nero lacca applicato per rendere quasi tangibile l’effetto lucido e brillante. In questa sezione sono presenti alcuni surimono di Hokusai, di grande formato orizzontale, accanto a surimono di Eisen, realizzati invece nel piccolo formato quadrato. Inoltre, per la prima volta, sono esposti undici rotoli dipinti di una serie di dodici, firmati da Hokusai, che rappresentano figure di saggi e immortali trattati con approccio ironico, e figure del repertorio del teatro kyōgen.

4. Catturare l’essenza della natura

Mostra Hokusai Roma Carpa e Tartaruga
Katsushika Hokusai, Carpa e tartaruga, 1839 – Dipinto su rotolo, Collezione Privata

I rotoli verticali dipinti da Hokusai rappresentano uno dei generi più amati della produzione ukiyoe, quello di animali e piante, e mostrano come Hokusai eccelse nella creazione di immagini suggestive e uniche che finirono per uscire dai temi classici dell’ukiyoe consentendogli di manifestare tutta la sua maestria e complessità artistica. In questo ambìto Hokusai si dedicò alla raffigurazione di animali potenti, legati alla tradizione filosofica e religiosa e simboli benaugurali come tigri, draghi e aquile. Interessante è anche il confronto degli stili di Hokusai ed Eisen nella trattazione del classico soggetto della carpa.

5. Manga e manuali per imparare

I Manga sono il sunto dell’arte e della ricerca di Hokusai, la testimonianza tangibile degli espedienti creativi per catturare l’essenza della natura. Le fitte pagine, stampate con il solo contorno nero-grigio e qualche tocco di vermiglio leggerissimo, potrebbero essere definite un’enciclopedia del mondo giapponese perché offrono un campionario completo di paesaggi nelle diverse stagioni, in differenti situazioni atmosferiche, con elementi che compongono il paesaggio come rocce, scogli, erbe, piante, fiori, alberi, acque, uccelli, animali marini, anfibi, mammiferi e poi categorie umane, caratteri, fisionomie, classi sociali e mestieri, divertimenti e attività quotidiane, esseri soprannaturali come mostri e fantasmi, parabole, oggetti e architetture, armi e utensili. Una tappa interessante e fondamentale non solo per chi è interessato all’opera del maestro Hokusai, ma anche per chi è un appassionato della cultura giapponese.

HOKUSAI. Sulle orme del Maestro – INFORMAZIONI UTILI

Luogo: Museo dell’Ara Pacis – Lungotevere in Augusta, Roma
Apertura al pubblico: 12 ottobre 2017 – 14 gennaio 2018

Tutti i giorni ore 9.30 – 19.30
24 e 31 dicembre ore 9.30 – 14.00
Chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio
(la biglietteria chiude un’ora prima)

Biglietti

Biglietto solo mostra: 11€ intero; 9€ ridotto + prevendita € 1
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Contatti/Web

060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)
www.arapacis.it – www.hokusairoma.it
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#HokusaiRoma




 

 

1 thought on “Il Giappone e l’Arte del Maestro Hokusai in Mostra all’Ara Pacis di Roma”

  1. Sarò a Roma per qualche ora mercoledì prossimo e ho pensato di farti visita per sapere se c’era qualcosa di interessante! Non sbagliavo… grazie per lo spunto!
    Diana

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