Skip to content

La cicala sull'amaca


(ac)CENNI di (con)TempORAneo | l’Arte che non ti aspetti nella Tuscia Viterbese

(ac)CENNI di (con)TempORAneo | l’Arte che non ti aspetti nella Tuscia Viterbese

In questi giorni, in un piccolo borgo dell’alta Tuscia, si svolge (ac)CENNI di (con)TempORAneo, una manifestazione ormai giunta alla sua XIII edizione che ha l’intento di diffondere la conoscenza dell’arte contemporanea al di fuori dei circuiti museali più noti, consentendo anche agli artisti più giovani di promuovere i propri lavori.

Il borgo di San Michele in Teverina

San Michele in Teverina è un piccolo e affascinante borgo fondato da Pietro da Mugnano nel 1164, da lui prese l’originario nome di Castel di Piero, poi modificato nell’attuale San Michele a metà del ‘700 per volere papale. Una piccola frazioncina del più grande paese di Civitella d’Agliano, altro affascinante borgo medievale che, come San Michele, si affaccia sulla nota valle dei calanchi, nel nord del Lazio.

(ac) CENNI dI (con) TempORAneo
San Michele in Teverina

Proprio all’estremità opposta si erge, su questa antica valle di argilla e tufo, il più famoso borgo di Civita di Bagnoregio, la città che muore. Un territorio di alto valore naturalistico, in cui sono presenti notevoli testimonianze del periodo etrusco.

Vista calanchi

A San Michele risiedono meno di duecento abitanti e bisogna attendere l’estate perché il borgo si animi un po’. Un’occasione per goderne gli scorci e le particolarità è proprio quella legata al Festival di Arte Contemporanea che qui ha luogo grazie all’impegno dell’Associazione Fata Morgana.

(ac)CENNI di (con)TempORAneo

La manifestazione ha trovato la sua sede da qualche anno (prima si svolgeva a Civitella d’Agliano) nelle antiche scuderie di Castel di Piero dove, pezzo pezzo, si sta mettendo in piedi un vero e proprio museo di arte contemporanea con opere ormai collocate qui in maniera permanente.

Piazza San Michele

Il tema che quest’anno ha orientato la partecipazione degli artisti è il LIMITE. Come cita la locandina dell’evento:

C’è un limite a tutto, così dicono. C’è un limite alla pazienza di un uomo, alla velocità di una macchina, alle capacità di un atleta, altrimenti dopo cosa c’è? Il limite inteso come barriera reale o astratta ed invalicabile, o come confine dove finisce qualcosa ed oltre il quale inizia qualcos’altro.
Il limite blocca o delimita, ci avvisa che d’ora in poi sarà diverso… se fai spazientire l’uomo lui insorgerà o cederà, se corri con l’auto ti schianti o arrivi prima, se l’atleta insiste si infortuna… o batte il record. Limite, confine o cambiamento?

Le antiche scuderie (il cui accesso durante la manifestazione è completamente gratuito) si trovano nella piccola piazzetta del borgo. Al loro esterno per l’occasione si sono allestiti tavoli di legno e un piccolo palco dove, una volta cenato, è possibile assistere a spettacoli di musica e danza, a seconda del programma ogni volta diverso.

La mostra

Il percorso della mostra (ac)CENNI di (con)TempORAneo si snoda in 20 tappe, ognuna dedicata a un’opera.

Appena entrati troverete sulla destra “CURA LUCEM” dell’artista Germano Serafini,  una fotografia in pellicola stampata su supporto trasparente integrato a muro. Un’opera che pare un affresco e che inganna l’occhio poco attento. Una installazione permanente che ha trovato dimora nelle scuderie già da un paio d’anni. Il tema è quello dell’esposizione dell’individuo alla mercè dello spettacolo e della sua perversa esibizione, una luce che non illumina più la realtà delle esistenze ma l’iperrealtà in cui sono oggigiorno calate le vite di tutti noi.

CURA LUCEM-min
Foto dal Sito http://www.germanoserafini.com/ita/cura_lucem.php

Più avanti, sulla sinistra, Marco Piantoni espone “Fly”, una serie di palloncini colorati che però invece di librarsi nell’aria rimangono bloccati in piccole gabbiette. L’artista si ispira all’infanzia, a quel periodo in cui ognuno di noi ha fantasticato credendo che i palloncini sfuggiti alle mani potessero viaggiare liberi per il mondo trascinati dal vento, senza limite.

A seguire l’opera di Veronique Pozzi “Casualità/Causalità”. Le sue teste di stampo classico realizzate in gommapiuma e disseminate sul pavimento, portano l’attenzione sulla scultura odierna mettendo in discussione il ruolo dell’arte stessa. Qui il limite è quello del mondo contemporaneo come frontiera tra realtà e utopia, verità e finzione.

(ac) CENNI dI (con) TempORAneo_4-minColpisce in particolar modo la testa capovolta appesa al muro. Su di essa del vino viene centellinato, goccia dopo goccia, e cadendo impregna col suo nettare il collo rovesciato finché la testa, ormai satura, esplode. Un’opera in divenire che fa anche riflettere: qual è il limite entro cui si perde letteralmente la testa?

(ac) CENNI dI (con) TempORAneo_5-minVarcata la porta che conduce all’ambiente successivo ci si trova davanti all’opera più suggestiva di tutte il “Trionfo dell’apparenza” del collettivo di artisti fiorentini Guerrilla Spam: un muro di 15mt affrescato nel 2014 per l’edizione intitolata FAKE.

Guerrilla-Spam_San Michele
Foto dal web

L’opera riflette sulle strutture comportamentali, seriali e codificate, secondo cui agisce l’uomo contemporaneo che, ormai persa la cultura d’origine, ri-produce il proprio essere secondo un continuo inganno esistenziale, costantemente veicolato dal bisogno di apparire secondo i codici imposti dal mercato.

Assistiamo allora alla rappresentazione di una serie di figure allegoriche: demoni abbigliati alla moda che imbrigliano nelle loro reti degli uomini seduti di fronte a un portatile, o che li abbagliano col miraggio del denaro esposto. Mostri col telecomando fra le mani, che aiutano addirittura gli uomini a vomitare i-pod e denaro. Un’opera imponente, suggestiva e in parte raccapricciante, che merita di essere vista dal vivo.

(ac) CENNI dI (con) TempORAneo_7-min
Dettaglio. “Il Trionfo dell’apparenza”

In una piccola sala adiacente anche un lavoro inaspettato dello street artist romano Omino71: “Hip Hope”. Il suo limite è quello dell’arte stessa, quella che lui pratica in prima persona. Un’arte effimera come è la poster art che usa spesso (anche in questo caso) e che pure nasconde dentro di se una speranza: quella di fungere da vero e proprio testamento. Una traccia che qualcuno prima o poi raccoglierà per proseguire il percorso sotto nuove forme.

(ac) CENNI dI (con) TempORAneo_6-min
Omino71_Hip Hope

Un ultimo lavoro di cui mi piace parlare è quello di Samuele Vesuvio: “Autovelox per Spiriti d’Artista”. Un’opera semplice eppure simpatica e in un certo senso critica, ironicamente tagliente. Al centro di un grottino, affrescato dall’artista Flavia Miceli, un vero e proprio autovelox si accende cercando di captare sul suo monitor gli spiriti degli artisti passati, quelli che sembrano essere stati individuati a frotte nell’antico borghetto di San Michele.

Così come lo stesso Vesuvio ha tenuto a precisare: “In molti si dirigono in visita nel vicino paese di Civita di Bagnoregio pensando di trovare chissà cosa e invece si perdono l’autenticità di luoghi come questo. Lo sanno bene gli artisti, quelli vivi e quelli defunti. Perché non multarli allora, per la loro invisibile e affollata presenza? così, per far girare moneta anche qui dove arrivano in pochi”.

(ac) CENNI dI (con) TempORAneoEd effettivamente, lasciatevelo dire, la valle dei calanchi ha molto da offrire e qui, meriterebbero una visita approfondita anche i piccoli borghi come quello di San Michele.

La Manifestazione (ac)Cenni di (con)TemORAneo proseguirà fino al 17Luglio.

(ac) CENNI dI (con) TempORAneo_11-min
Alessandro Faiella_Il volo

Commenta